Frane e alluvioni: rischi e pericolosità

Rispetto ambientale, rifiuti, raccolta differenziata, depurazione, abusivismo, sicurezza del territorio, protezione dell'area marina, disboscamento, fonti di energia rinnovabili, e altro ancora.
Avatar utente
Davide Iacono
Messaggi: 83
Iscritto il: 20/03/2015, 21:40
Reputation:
Località: Barano d' Ischia
Contatta:

Frane e alluvioni: rischi e pericolosità

Messaggioda Davide Iacono » 01/04/2015, 13:12

da Bartolomeo Garofalo
La geologia dell'isola d'Ischia è grosso modo ovunque caratterizzata dalla presenza di terreni piroclastici sciolti che poggiano su un basamento più compatto. In altre parole, è come se dappertutto uno strato di sabbia più o meno spesso poggiasse su una lastra di marmo. La sabbia verrà giù per due ragioni: se incliniamo la lastra oppure se aggiungiamo acqua, che appesantisce la sabbia e agisce come un lubrificante.
Le precipitazioni stanno mutando, i periodi piovosi oramai durano anche diverse settimane consecutive. Questo significa che il rischio di frane e smottamenti che prima era circoscritto alle zone in cui i versanti erano più inclinati, si estende alla quasi totalità del territorio isolano, fatta eccezione, ovviamente, per le aree pianeggianti. La trasformazione delle precipitazioni, non più limitate a ottobre e marzo come 20 anni fa, condurrà sempre più spesso all'innesco di fenomeni franosi e/o di alluvioni. Il lavoro pubblicato dall'Autorità di Bacino Nord-Occidentale, liberamente consultabile in rete, deve essre il punto di partenza per una corretta pianificazione del territorio e per la predisposizione di un piano d'emergenza. L'integrazione di tali informazioni con un assiduo monitoraggio del territrio consentirebbe di identificare situazioni potenzialmente a rischio. Purtroppo in Italia la prevenzione è sostanzialmente assente, preferendo intervenire in emergenza quando il danno è stato già fatto. Le soluzioni che si adottano successivamente agli eventi naturali molto spesso non sono che inutili palliativi. Il territorio evolve e non è possibile interrompere tale evoluzione a meno che non siano disponibili risorse pressochè illimitate. La soluzione più semplice, immediatamente attuabile e a basso costo è quella di ridurre la pericolosità, ossia ridurre il numero di insediamenti produttivi e abitazioni nelle aree a rischio. Un fabbricato posto al di sotto di un versante sub-verticale e alto una dozzina di metri, costituisce un enorme rischio per coloro che ci abitano o ci lavorano.
E' la coscienza dei cittadini che deve mutare. E' inutile accusare questo o quel politico, quella legge, il condono e l'abusivismo per i danni al territorio quando molto spesso un comportamento apparentemente innocuo come quello di abbattere gli alberi dei boschi isolani può innescare una serie di meccanismi che a cascata si rivelano completamente disastrosi. E' necessario che tutti noi prendiamo coscienza che il territorio va usato e non abusato.
Appassionato di molte tematiche che con un informazione corretta possono migliorare la vita delle persone più deboli .
Cercare informazioni e divulgarle è il mio forte.
http://www.domanidomani.blogspot.com/
https://www.facebook.com/davide.iacono.71

Torna a “Ambiente ed Energia”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite

cron